Publications du Centre Jean Bérard

  • Gli studiosi della Roma settecentesca saranno grati a Wanda Rupolo per la scoperta e l'edizione delle lettere di viaggio di François Eyrard, prete della Missione. Questo genere letterario, tornato in auge nell'Europa colta del XVIII secolo, tra la fine delle guerre di successione e la Rivoluzione, quando il «Grand Tour» diviene oltre che un'esigenza una moda, presenta dei capolavori, ai quali anche lo storico ricorre per confrontare i suoi documenti con l'opinione dei contemporanei. Basterà citare, per fermarsi ai più noti connazionali del P. Eyrard, Montesquieu, Labat, De Brosses, Caylus, Dupaty, Roland de la Platière. Anche il nostro li ha presenti, sebbene citi solo il Lalande, più sfortunato di lui, perché le lettere di presentazione non gli avrebbero giovato negli ambienti curiali romani. Forse perché, egli dice sorridendo, nel paese del «dolce far niente» gli astronomi sono meno favoriti dei teologi.

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